Ai sensi del contratto di fornitura, il mancato pagamento delle fatture entro la data di scadenza comporta l'addebito di interessi moratori calcolati secondo le disposizioni del Dlgs 231 del 09/10/2002, in misura pari al saggio d'interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea applicato alla sua più recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione (tasso BCE, ad oggi pari a 0,05%) maggiorato di 8 punti percentuali (ad oggi totale tasso pari a 8,05%), applicati sui giorni di ritardo intercorrenti tra la data di scadenza di ogni fattura e la data di effettivo pagamento della stessa.

 

Ai sensi e per gli effetti dell’art.  17.1 del TIMOE (allegato alla Delibera 258/2015/R/com) ed art. 20.1 del TIMG (allegato alla Delibera Arg/gas n. 99/11) si precisa che:

 

  1. Decorsi 20 giorni dalla scadenza di ogni fattura, in caso di morosità del cliente finale, l’esercente intimerà il Cliente, a mezzo lettera di diffida, il pagamento degli insoluti da effettuarsi entro e non oltre:
  2. 15 (quindici) giorni solari decorrenti dall’invio al Cliente della suddetta diffida a mezzo raccomandata;
  3. 10 (dieci) giorni solari decorrenti dal ricevimento, da parte del Fornitore, della ricevuta di avvenuta consegna al Cliente della diffida a mezzo PEC;
  4. 20 (venti) giorni solari decorrenti dalla data di emissione della diffida qualora il fornitore non sia in grado di documentare la data di invio della stessa tramite raccomandata;
  5. se dopo il sollecito e nei termini concessi per l’adempimento, il Cliente avrà provveduto al pagamento di quanto richiesto dovrà darne immediatamente comunicazione al fornitore mediante fax da inviarsi al numero indicato nel sollecito e riportato in ogni fattura.
  6. Trascorsi ulteriori 3 (tre) giorni lavorativi dalla scadenza ultima indicata nella lettera di diffida, in costanza di morosità, l’esercente richiederà al distributore la sospensione della fornitura.

Per le sospensioni relative all’energia elettrica, per siti in bassa tensione, qualora tecnicamente possibile, prima della sospensione della fornitura, verrà effettuata una riduzione della potenza fino al 15% della potenza disponibile e, decorsi 10 giorni dalla riduzione di potenza disponibile, in caso di mancato pagamento da parte del Cliente, verrà effettuata la sospensione della fornitura.

Qualora la comunicazione di costituzione in mora ne segua una precedente avvenuta nei 90 (novanta) giorni solari precedenti con riferimento ad altre fatture, i termini di pagamento contenuti nella diffida si riducono a:

  1. 7 (sette) giorni solari decorrenti dall’invio al cliente della suddetta diffida a mezzo raccomandata;
  2. 5 (cinque) giorni solari decorrenti dal ricevimento, da parte del fornitore, della ricevuta di avvenuta consegna al Cliente della diffida a mezzo PEC;
  3. 10 (dieci) giorni solari decorrenti dalla data di emissione della diffida qualora il Fornitore non sia in grado di documentare la data di invio della stessa tramite raccomandata.

Trascorsi 2 (due) giorni lavorativi dalla scadenza di cui sopra, in caso di costanza di mora l’esercente potrà presentare al distributore la richiesta di sospensione della fornitura.

In caso di mancato rispetto della regolazione in materia di costituzione in mora e sospensione della fornitura, il Cliente ha diritto ad un indennizzo automatico pari a:

  1. 30 (trenta) euro, nel caso in cui la fornitura sia stata sospesa per morosità o sia stata effettuata una riduzione di potenza nonostante il mancato invio della comunicazione di costituzione in mora;
  2. 20 (venti) euro, nel caso in cui la fornitura sia stata sospesa per morosità o sia stata comunque effettuata una riduzione di potenza nonostante il mancato rispetto di uno dei seguenti termini:
    1. non sia stato rispettato il termine ultimo entro cui il cliente finale è tenuto a provvedere al pagamento;
    2. non sia stato rispetto il termine massimo tra la data di emissione della comunicazione di costituzione in mora e la data di consegna al vettore postale qualora il venditore non sia in grado di documentare la data invio;
    3. non sia stato rispettato il termine minimo (3 giorni lavorativi ai sensi dell’art. 9.3 o 2 giorni lavorativi ai sensi dell’art. 9.4) tra la data di scadenza del termine ultimo di pagamento e la data di richiesta all’impresa di distribuzione di chiusura del punto di prelievo e/o riconsegna per la sospensione della fornitura per morosità.

 

Si informa che a seguito dell’applicazione della delibera Arg/elt 219/10, è concessa ai vari Fornitori la facoltà di richiedere al Gestore del Sistema Indennitario un indennizzo per eventuali somme non riscosse dai propri Clienti, con specifiche regole per la determinazione dell’indennizzo stesso.
A seguito di tale richiesta (avanzata da un suo ex Fornitore) è possibile che venga addebitato in fattura dal nuovo Fornitore (quindi da EVIVA) un importo aggiuntivo: tale importo, chiamato Cmor, sarà riscosso da EVIVA per conto del Gestore, che lo riconoscerà al suo vecchio Fornitore tramite il Gestore del Sistema Indennitario a fronte del mancato incasso.
Si informa che EVIVA S.p.A. non ha facoltà di entrare nel merito della richiesta di indennizzo e pertanto il Cliente è tenuto al pagamento integrale della fattura: per eventuali richieste di informazioni in merito è necessario rivolgersi all’ex Fornitore che ha avanzato la richiesta di indennizzo. Allo stesso modo , in caso di fatture insolute di EVIVA, la scrivente sarà tenuta a segnalare tali insolvenze al fine di richiederne indennizzo, nel caso sussistano al momento dell’eventuale cessazione del contratto.
EVIVA S.p.A. si scusa per eventuali addebiti non dipendenti dalla sua volontà e invita tutti i Clienti a pagare puntualmente le fatture.