Voltura del gas: come fare e quanto costa

09 Luglio 2018

Quando ci si trasferisce in una nuova casa, controllare lo stato delle utenze è la prima cosa da fare. Se nella casa di destinazione il contatore del gas è già attivo, è necessario muoversi per la voltura gas: un cambio di intestatario delle bollette del fornitore del servizio, che permette di evitare l’interruzione delle utenze.

Nel corso della voltura gas possiamo anche informarci sulla possibilità di cambiare e scegliere un nuovo fornitore gas, ottenendo tra l'altro supporto nei vari passaggi. Una delle prime cose di cui occuparsi è quindi chiedere all'inquilino precedente di fornire almeno una bolletta dove recuperare tutte le informazioni delle utenze attive. Per fare richiesta di voltura del gas infatti, avrai bisogno di un po' di documenti da inoltrare al fornitore del servizio per procedere con la voltura.

Come fare la voltura del gas

I documenti necessari per procedere con la richiesta sono innanzitutto i dati del cliente uscente (nome, cognome e codice fiscale), insieme a quelli del nuovo cliente (codice fiscale, fotocopia della carta d'identità, recapito telefonico e possibilmente un indirizzo mail).

Le altre informazioni necessarie da presentare al fornitore sono ovviamente gli indirizzi di residenza, dello stabile sottoposto a voltura e del luogo dove il fornitore dovrà mandare le bollette; il codice PDR che si trova o sulla bolletta dell'ex-inquilino o sulla targhetta del contatore, e la lettura del contatore al momento della richiesta di voltura gas.

Come fare se non si conosce il nome del fornitore? In caso di mancanza di informazioni la soluzione potrebbe essere quella di farsi aiutare dal fornitore che abbiamo scelto per subentrare alle utenze.

Ci sono inoltre due tipi di voltura gas: con accollo e senza accollo. Nella voltura con accollo si parla di cambio intestatario di più servizi gas in cui è presente una successione a causa della morte di una persona cara, una separazione/divorzio per i residenti o una modifica di intestazione societaria nel caso di aziende. In questi casi il subentro è gratuito.

Nel caso di voltura gas senza accollo si cambia l'intestazione di uno o più servizi attivi da un utente all'altro, e si subentra al contratto già pattuito. In questo caso ci sono dei costi. Vediamoli nel prossimo paragrafo.

Costo voltura gas

Bisogna innanzitutto capire se ci si trova in una situazione di mercato libero o tutelato. Se l'utenza è attiva in mercato tutelato, si dovranno pagare i costi amministrativi indicati dal distributore locale, circa 26,00 + IVA, e dal contratto stipulato con il fornitore che prevedono probabilmente un contributo fisso di 23,00 € + IVA e l'imposta di bollo sul nuovo contratto pari a 16,00 €. Se siamo in presenza di mercato libero, invece, al distributore vanno versati i costi amministrativi (intorno ai 26,00 € + IVA), mentre il fornitore potrebbe richiedere un ulteriore costo per la gestione della pratica. Ogni fornitore decide liberamente quanto richiedere per gli oneri di gestione.

I tempi previsti per la voltura del gas

Con la voltura gas cambia il nome dell'intestatario sulla bolletta, ma non il fornitore. Questa è una soluzione pratica perché permette di evitare l'interruzione della fornitura. La richiesta una volta inviata richiede dalle due settimane a un mese di tempo per essere risolta, in base alla scelta di restare o meno con lo stesso fornitore e alle stesse condizioni contrattuali. Al vecchio inquilino verrà recapitata una bolletta di chiusura. È buona norma, quindi, attivarsi con le pratiche per la voltura del gas con un mese di anticipo rispetto all'effettivo trasferimento. Soprattutto se si decide di cambiare fornitore.

La voltura mantiene le stesse condizioni preesistenti, compreso il tipo di contratto che era probabilmente calcolato sulle abitudini dell'inquilino precedente. Per questo è buona norma informarsi sulle possibilità offerte dal mercato e garantirsi una convenienza personalizzata sul proprio stile di vita.